Visualizza la versione completa : Considerazioni sulla Relazione di Carlo Rovelli
E' stata indubbiamente una bella lezione di ripasso di filosofia della scienza, materia che peraltro lui insegna all'Università di Marsiglia.
Sinceramente mi aspettavo qualcosa di un pò più tecnico come la teoria dei loops quale controaltare alle superstringhe, delucidazione che peraltro ho chiesto.
Ovvio che addentrarsi nello specifico avrebbe significato scontrarsi con un rigido muro di equazioni matematiche complesse ed incomprensibili, ma poteva essere sufficiente enunciare e motivare i principi che hanno fatto nascere l'esigenza di cercare una spiegazione alternativa.
La teoria delle superstringhe ha un'origine "quantistica", la teoria dei loops deriva più dall'idea relativistica einsteiniana.
La luce riconosce una doppia natura ondulatoria e "corpuscolata", i fotoni.
Nell'universo sembra che alla materia si contrapponga, in un balletto non ancora ben definito di attrazione e repulsione, l'antimateria e poi c'è l'energia oscura che tiene assieme i grandi ammassi che l'E a noi più conosciuta vorrebbe disperdere.
Tutto ciò non vi dà la chiara impressione che in realtà la scienza da quasi un secolo sia arrivata ad un punto morto dal quale non riesce a schiodarsi?
Ovunque sorge un dualismo, un contrapporsi di forze, di idee quasi che l'una sia indispensabile per sostenere l'esistenza o la validità dell'altra!
Tutto il progresso del 20° secolo in realtà non è stato altro che una continua manipolazione speculativa di due teorie: la meccanica dei quanti e la relatività.
Ma da allora progresso reale non ne è stato più fatto.
Ogni nuova proposta finora è sempre nata prendendo spunto dall'una o dall'altra.
Non vi è stata finora nessuna nuova "sorgente" di pensiero, non necessariamente equidistante, ma semplicemente con origini diverse che possa far cessare l'ipocrisia dualistica.
Fin che ciò non avverrà temo che il nostro futuro sarà limitato a cellulari un pò più piccoli, ad ulteriori dozzinali automatismi e forse qualche viaggio su Marte.
Siamo in attesa (abbiamo bisogno) di un nuovo Genio.
Guido-GFN
Per me c'è un enorme distacco delle teorie dalle osservazioni.
Da un lato ci sono osservazioni che nessuno prende sul serio perchè si fa fatica ad interpretarle con le teorie oggi "ufficiali", dall'altra parte si sviluppano teorie che non potranno mai essere confermate da osservazioni o esperimenti - quindi non entrano nei concetti di verità scientifica secondo Galilei. I concetti di universi paralleli sono tra questi.
Le osservazioni che dovrebbero avere come conseguenza che qualcuno si mette a urlare secondo me sono:
L'ammoniaca trideuterata (chi mi conosce dirà "naturalmente"). Osservazione del Max Planck Institut Bonn, publicata in dieci righe da "Astronomy" qualche anno fa. Mai più publicata o commentata.
L'osservazione che i getti dal buco nero nella nostra galassia sono di antimateria (c'è appena un accenno su "Astronomy" di dicembre 2006).
Un esperimento di reazione di elettroni sparati su un target di idrogeno (=protoni) con un risultato assolutamente sorprendente e praticamente impossibile: La reazione inizia sotto la soglia energetica alla quale diventa possibile. Questo è una violazione della legge della conservazione dell'energia equivalente all'invenzione di un moto perpetuo.
I gruppi di galassie lontane che viaggiano in accelerazione via da noi. Per un'accelerazione ci vuole una forza che spinge. Guai a chiamarla "repulsione". La fisica teorica di oggi non si occuppa più di concetti così primitivi. Si chiama invece "energia oscura". Nessuna sa cosa sia. Non fa parte delle quattro interazioni conosciute in fisica.
I getti dai buchi neri hanno energie superiori alle energie disponibili. Sono secondo le terorie oggi in uso una violazione della seconda legge della termodinamica.
Il raggio di Schwarzschild per una massa dell'universo (facciamo 10^53 kg, anche se le stime di oggi vanno a 10^54 kg) è superiore alla dimensione dell'universo conosciuto. Può darsi che viviamo in un buco nero. Ma la questione meriterebbe almeno un commento.
Elmar GFN
A me il discorso di Rovelli è piaciuto per l'apertura mentale.
E' venuto via da un'immagine della scienza chiusa, che ritiene di sapere già quasi tutto e che lavora in profondità per le "ultime rifiniture", dove i concetti sono diventati talmente specialistici e difficili che nessuno riesce più a seguirli. Una scienza che rifiuta le domande scomode in questo concetto. (nessuna rivista è disposta a publicare la domanda "perchè l'universo non collassa se il raggio di Schwarzschild è più grande dell'universo?". o "come poteva un universo piccolo espandersi contro la gravità di 10^54 kg?".
La mia impressione era che per lui le domande sono tutte ammissibili e che la scienza deve essere preparata a grossolani ripensamenti.
Elmar GFN
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Fin che ciò non avverrà temo che il nostro futuro sarà limitato a cellulari un pò più piccoli, ad ulteriori dozzinali automatismi e forse qualche viaggio su Marte.
Siamo in attesa (abbiamo bisogno) di un nuovo Genio.
Guido-GFN..
Personalmente mi ritengo molto vicino a quanto espresso da Guido, anch'io avevo qualche aspettativa in più volta verso il futuro. Non sono un tecnico di queste cose ma da semplice apassionato posso dire che ascoltare una delle più grandi menti che la scienza può offrire è stata un emozione. Mi è sembrato di vedere umiltà e una capacità di spiegare eccezzionale. Tutto è passato in un attimo. Certo mi aspettavo anch'io qualcosa di più sulle teorie e sugli orientamenti futuri. Ho notato che ad un certo punto ha guardato l'orologio, forse non ha avuto il tempo di andare oltre. Se è così è stato un peccato.
Guido mi ha rubato la domanda per fortuna. Dico per fortuna perchè probabilmente vista la mia timidezza non gliel'avrei posta.
Al di la di tutto è stato bellissimo.
Probabilmente la scienza è ferma perchè è arrivata in un punto in cui verificare le teorie diventa sempre più complicato, mi sembra che si proceda un po' a tentoni.
Comunque a me ispira di più la teoria delle stringhe.
Ho sentito che di queste conferenze ne organizzate parecchie. Questa conferenza mi ha fatto scattare la voglia di presenziare anche ad altre. Purtroppo essendo di Padova mi è difficile conciliare gli impegni ed essere presente, ma magari ogni tanto tornerò. Ringrazio voi tutti del CAV.
...
Ho postato un messaggio vuoto per dire che oggi ho ""perso"" quasi un ora riflettendo sulle parole di Guido.
Ma non ho trovato una risposta, ne ho trovate troppe, forse tutte da buttare.
Buona notte! :salut:salut
Tutto ciò non vi dà la chiara impressione che in realtà la scienza da quasi un secolo sia arrivata ad un punto morto dal quale non riesce a schiodarsi?
Ovunque sorge un dualismo, un contrapporsi di forze, di idee quasi che l'una sia indispensabile per sostenere l'esistenza o la validità dell'altra!
Tutto il progresso del 20° secolo in realtà non è stato altro che una continua manipolazione speculativa di due teorie: la meccanica dei quanti e la relatività.
Ma da allora progresso reale non ne è stato più fatto.
Ogni nuova proposta finora è sempre nata prendendo spunto dall'una o dall'altra.
Non vi è stata finora nessuna nuova "sorgente" di pensiero, non necessariamente equidistante, ma semplicemente con origini diverse che possa far cessare l'ipocrisia dualistica.
Fin che ciò non avverrà temo che il nostro futuro sarà limitato a cellulari un pò più piccoli, ad ulteriori dozzinali automatismi e forse qualche viaggio su Marte.
Siamo in attesa (abbiamo bisogno) di un nuovo Genio.
Guido-GFN
Quoto in pieno...secondo me questo é dovuto anche a insicurezza, forse in parte generata dalle conoscenze/tecnologie cosí rapidamente aumentate, quasi che la mente non ci sta dietro...mah chissá...in ogni caso penso sia anche un discorso un po' filosofico...tanti interrogativi comunque...e concordo sul bisogno di un nuovo Genio :salut
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