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Visualizza la versione completa : Viviamo in un Buco Nero ?



fernando
21-09-2006, 19:08
Riprendo uno degli argomenti sollevati da Elmar nel suo messaggio Urbi et Orbi (adesso si dice Broadcast) del 20/9, in particolare il suo sospetto che viviamo in un Buco Nero.
Scrive Elmar:
“Secondo questo calcolo l'universo era più piccolo del raggio di Schwarzschild per 156 milioni di anni dopo il big bang, se assumiamo una massa di 10^51 kg, deciamente più bassa delle stime attuali. Le stime attuali vanno fino a 10^54 kg. Se questo è vero siamo di fronte a un collasso in un buco nero istantane perchè il raggio di Schwarzschild di tale massa è deciamente più grande di tutto l'universo di oggi. Mi verrebbe il sospetto che viviamo dentro in un buco nero!”

SOSPETTO PIU’ CHE MAI FONDATO !
Se non ci viviamo, poco ci manca. I tuoi calcoli sono corretti, A una massa ipotetica di 10 alla 23 masse solari (10 alla 53 kgmassa) corrisponde un RaggioSchw di poco meno di 16 Miliardi di AL, un po’ piu’ del raggio attuale stimato per l’universo.

So what, dov’è il dramma?
Tutto cio’ che sta dentro il RS non può mandare segnali all’esterno, ma abbiamo sempre saputo che il limite dell’Universo è il raggio che i segnali non hanno avuto il tempo di superare, è solo un modo diverso (direi sensazionale) per dire la stessa cosa.

E ai poveri disgraziati che stanno dentro che succede? Cadono certamente verso il centro, ma con tempi (appunto) cosmici. Tanto è vero che questa blandissima caduta è pareggiata (se poco più o poco meno non lo sappiamo) dalla spinta residua del Big Bang, del quale possiamo anche ragionevolmente dubitare, ma che nessuno ha ancora falsificato.
Come dicono alla Emmental, c’è buco e buco.
Un BH cosmicamente gigantesco (basta quanche 10 alla 11 masse solari, senza arrivare a tutto l’universo) è un ambiente quanto mai tranquillo dal punto di vista gravitazionale. Una densità 15mila volte inferiore a quella dell’acqua, effetti mareali trascurabili, molto minori di quelli della luna sulla terra, distorsioni della geometria di nessun conto. A proposito, la densità della massa ipotetica di cui sopra vale 1,4 10 alla meno 29 g/cmcubo. Toh, assomiglia da morire (fatte le proporzioni) alla densità media attualmente accettata per l’universo!

Ancora perveniamo alle stesse conclusioni per vie diverse, o forse solo con parole diverse!

Mi sembra che ciò dimostri un fatto di cui sono assolutamente convinto: nascono una serie di fraintendimenti, trappole verbali, apparenti paradossi, semplicemente per il fatto che la divulgazione è il tentativo di esprimere dei concetti con un vocabolario privo dei mezzi logici indispensabili.

Peccato che il catastrofismo dei media ci abbia fatto conoscere solo i BN di taglia stellare, cioè le supernovae in pensione, dove in effetti le condizioni sono estreme, e dove gli effetti di distorsione dello spazio tempo sono clamorose (si pensi ai 17 primi all’anno di precessione del sistema PSR1913+16, paragonato ai 42 secondi al secolo di Mercurio – e PSR1913+16 è solo un apprendista buco nero, lo diventerà da grande, ma anche lì ci sarà da aspettare un bel pezzo).

Ovvio che queste condizioni non sono ottenibili in laboratorio, Si possono però simulare dei sistemi molto semplici e schematici utilizzando supercalcolatori e con tempi dell’ordine dei mesi di pura elaborazione, che fanno integrazione numerica delle equazioni di Relatività Generale.

Tutti queste considerazioni, basate sull’applicazione della formula citata da Elmar, sono contenute in una specie di giochetto che tempo fa avevo mandato ad alcuni Soci, senza destare molto interesse, forse per l’inappropriatezza della sede. Se riesco a scoprire come si fa lo metto nel forum, altrimenti lo invio a chi me lo chiede. Provate a usarlo, resterete sorpresi

Invece la deduzione rigorosa delle proprietà geometriche, (ovvero gravitazionali) e termodinamiche costituisce in genere un bel centinaio di pagine di tutti i trattati posdoc di Relatività. Una lettura che non consiglio agli amici, ma che invierei volentieri al giornalista citato nel primo email che ha dato l’avvio a molte divertenti considerazioni.

Buone singolarità a tutti

PS come prevedevo il file del mio giochetto non è stato ritenuto valido dal Forum, eppure è un innocuo .xls contenente un programma VBA. Peccato

Simone
21-09-2006, 19:33
Ciao caro Fernando, ho un paio di domande da farti da perfetto ignorante:
Il raggio di Schwarzschild è una discriminante, in rapporto con la massa del sistema considerato per capire la formazione/evoluzione dei BN?

Quello che tu sostieni sarebbe dunque che il nostro universo ( tutto?) è in realtà un B/N giusto?
Più o meno contrastato nel suo "collassamento" dalla "spinta residua" del Big Bang, sempre che questo esista :laugh.

Ma se l'ipotesi è corretta possiamo dire che anche nel Big Bang l'universo era un B/n di dimensioni diciamo "puntuali"?
Se si come possiamo spiegare che un buco nero inizi improvvisamente ad espandersi , quasi un "reload" della sua normale vita?
Altra cosa, se questo è vero per l'universo allora dovrebbe essere valido per i vari B/N "stellari" ( ehm...che dimensioni sarebbero?) e dunque dobbiamo attenderci che nella loro evoluzione possano ripetere un "piccolo big bang" o dato la """limitatezza""" delle masse in gioco il giochetto non è ripetibile?

Scusa le tante domande che immagino ti sembrino veramente ridicole, ma di queste cose me ne intendo poco..però sono curioso! :ang:ang

Sergio
21-09-2006, 19:34
Un grazie a Elmar e Fernando.
Finalmente queste interessantissime dissertazioni sono portate sul forum e non solo via e-mail, dando la possibilità a tutti e non a soli pochi eletti di goderne. Sperando che durino a lungo e che tanti altri si inseriscono (se ci riescono:confused:) vi saluto.

fernando
22-09-2006, 14:17
Ciao Simone,
talvolta i non addetti, scevri da condizionamenti e tabù, pongono domande acute. Le tue domande non son affatto banali, specie una che va dritto sul nervo scoperto.
Meritano una risposta articolata che cercherò di formulare appena possibile. Per ora grazie, a presto
Fernando

Paolo
22-09-2006, 15:59
Ciao Fernando, prova a zippare il tuo .xls prima di inviarlo...forse così verrà accettato, perchè è tra la lista delle estensioni possibili...

Paolo.

fernando
22-09-2006, 20:40
Provo a seguire il consiglio di Paolo

fernando
22-09-2006, 20:40
Andata

Icecube
22-09-2006, 22:29
Interessantissimo!!!!

Sergio
23-09-2006, 10:35
Infausta decisione quella di zippare il testo. NON SI APRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anna
23-09-2006, 15:04
Forse gli esperti del forum :si potranno aiutarci a capire come allegare il file!
Help :masperem

fernando
23-09-2006, 17:19
Ciao Simone
Le tue domande sono così poco banali che risponderò in due puntate

Prima domanda
"Il raggio di Schwarzschild è una discriminante, in rapporto con la massa del sistema considerato per capire la formazione/evoluzione dei BN?

Quello che tu sostieni sarebbe dunque che il nostro universo ( tutto?) è in realtà un B/N giusto?
Più o meno contrastato nel suo "collassamento" dalla "spinta residua" del Big Bang, sempre che questo esista"

Prima puntata

No, non lo sotengo, anzi lo ritengo uno stiramento privo di senso di qualcosa che è plausibile, ma solo nel corretto ambito applicativo. Ho solo voluto far capire che l’utilizzo del nostro vocabolario in fisica non elementare porta spesso a paradossi e insensatezze.

Il concetto di BH (Buco nero) nasce come applicazione a sistemi cosmici di alcune soluzioni delle equazioni della Relatività Generale, e spiega una parte dei fenomeni svelati dai telescopi orbitanti in tutta la gamma elettromagnetica, dai raggi X alla Radioastronomia. Una parte, non tutti. Come tutti i modelli, lascia inevase alcune domande. Il concetto in sé, oggi come oggi, è accettato in pieno, anche perché scaturisce inesorabilmente dalla Relatività, validata da innumerevoli applicazioni tecnologiche (es GPS) oltre che da innumerevoli esperimenti. Invece, ciò che è da evitare è la pretesa che il sistema chiamato BH spieghi tutti gli enigmi del cosmo.
Notevolissimo è però che quelle soluzioni sino state trovate 50 anni prima dela scoperta dei sistemi a cui si applicano.

Il problema è che non possiamo liquidare in qualche frase argomenti che costituiscono materia per (almeno) un corso postdoc, cioè per studiosi già oltre il dottorato. Ci possiamo provare, ma ci sia la consapevolezza che il Terzo Concerto di Rachmaninoff non si può suonare con un dito.

Ciò premesso, vediamo di capire il Raggio di Sch. (se si chiamava Rossi lo scrivevo per intero) per concetti elementari sucessivi.
Concetto 1.
Ogni Massa (condensata o no) occupa un Volume. Un massa condensata come la terra occupa un volume facilmente definito: il volume della sua sfera.
Una massa non condensata come una nebulosa, occupa anch’essa un volume, anche se è molto più difficile individuarlo. E’ sempre possibile, ai fini del calcolo, definire il raggio medio dello spazio occupato dalle molecole della nebulosa.
Il rapporto Massa diviso Volume occupato (chiamiamolo M/V) è cruciale per determinare una grandezza importantissima sia in fisica che in ingegneria: la velocità di fuga, cioè la velocità che un oggetto dovrebbe avere per sfuggire dall’attrazione gravitazionale della massa.. Ad esempio, la velocità di fuga dalla terra, 11,2 Km al secondo, è molto minore della velocità di agitazione termica delle molecole di idrogeno. Ecco perché non c’è Idrogeno nell’atmosfera: è scappato tuuto verso lo spazio. (Per la precisone, la velocità di fuga è proporzionale alla radice quadrata del rapporto M/V)
E’ evidente che corpi di diversa massa, ma con lo stesso volume, hanno velocità di fuga diverse. Ad esempio se la terra avesse volume doppio (cioè se il suo raggio fosse circa un 26 per cento più grande), la sua velocità di fuga sarebbe circa il 70% (radice della metà).

Adesso consideriamo una stella di neutroni: ce ne sono a milioni, e prima del 1963 non avevamo il minimo sospetto che esistessero.
Una tipica stella di neutroni (si assomigliano tutte in modo impressionante) ha una massa diciamo di 2 volte il Sole, ma un raggio di 10 Km: 75.000 volte inferiore.
Quindi la sua velocità di fuga è RadiceQuadrata(2x75.000)= RadiceQuadrata 150.000 volte superiore a quella del sole, (che è di 617,6 km al secondo) Fanno 239.195,45 km/sec ! ben l’80% della velocità della luce.
Tutto chiaro fin qui?
Allora passiamo al
Concetto 2
Se quella stella a neutroni fosse ancora più piccola (stessa massa), la Velocità di fuga sarebbe più grande. Sappiamo che per legge universale la velocità di una massa può eguagliare la VelocitàLuce, quindi possiamo calcolare il raggio che, se contenesse per intiero la massa, determinerebbe una VelocitàFuga=VelocitàLuce.
Nel caso della stella a neutroni il raggio sarebbe 2,98 km
Concetto 3
Invece di considerare una massa pari a 2 Soli e un raggio di 2,98 Km, consideriamo una massa di 10 miliardi di Soli contenuta in un raggio di 747 miliardi di KM. Siccome ho messo le cifre in modo da non cambiare i rapporti, il succo non cambia. Se una massa di 10 miliardi di Soli è contenuta in un raggio di 747 miliardi di KM, la velocità di fuga tende alla velocitàLuce.

QUESTO E’ IL RAGGIO DI SCHWARZCHILD: “il raggio che, se contenesse per intiero la massa, determinerebbe una VelocitàFuga=VelocitàLuce”
Prima del 60 un qualunque studioso che avesse ipotizzato oggetti come i due che abbiamo appena visto, avrebbe semplicemente cambiato facoltà: sarebbe passato direttamente a psichiatria, ma non dalla parte dei medici…

Il Raggo di S è definibile (non è che una formuletta) per qualunque massa. In tutti gli oggetti “normali” dell’universo è profondissimamente interno alla massa stessa; Esempio, il sole ha un RS di ~ 1,5km, quindi profondissimamente interno ai sui 750.000 km di raggio.

Invece negli oggetti esotici dell’universo estremo affiora verso la superficie e può uscirne sino a circondare anche da lontano tutta la massa. In tal caso siamo in presenza di un Buco Nero.
Il Rs pur essendo un’astrazione ha delle prerogative quanto mai concrete: costituisce il confine tra due regioni di SpazioTempo che non possono comunicare tra di loro nei due sensi: Segnali lanciati dall’interno dl Rs non possono essere percepiti all’esterno. Per questo la Sfera di Sch si chiama anche Orizzonte degli eventi del BH. Invece segnali dall’esterno possono entrare, ma verrebbero percepiti a ritmo accelerato rispetto al tempo di chi li invia.

Ben diverse sono le situazioni tra BH stellari (qualcosa di ancora più estremo delle stelle di neutroni) e i BH supermassici (il secondo esempio) che si trovano nel nucleo della maggior parte delle galassie ellittiche e sono noti anche come Quasar.
Se cerchiamo di descrivere in termini umani, nel primo caso il superamento dela Sfera di SCH è un evento rapido e terrificante, con effetti di marea immani e distruttivi, nel secondo caso le fasi sono enormemente più dolci, e l’avvicinamento al centro avviene in tempi lunghi. In entrambi i casi però la fisica ordinaria non è più valida nemmeno in approssimazione, perche gli effetti relativistici dovuti alle distorsioni dello SpazioTempo predominano, arrivando a una situazione che viene dscritta dal formalismo matematico come ribaltamento della Struttura dello SpazioTempo.

Fine della prima puntata

fernando
23-09-2006, 17:21
Chi è interessati al file di esercizi numerici sui BH mi può far avere il suo indirizzo email

Paolo
27-09-2006, 16:35
Ciao Fernando, mi è arrivata la mail ma non riesco a scaricare l'allegato a causa di una protezione di outlook...devo trovare il modo di sbloccarlo! :ouch

Ciao!

fernando
27-09-2006, 23:26
Prova ad accedere alla posta direttamente dal tuo browser, così scavalchi i blocchi

Paolo
27-09-2006, 23:26
Non ci avevo pensato! Lo farò domani! Grazie! :si

Simone
28-09-2006, 00:00
Fernando; grazie mille!!! :apll
Non sò perchè ma purtroppo la mia prima risposta di ringraziamento, di poco successiva al tuo 3d è sparita quando l'intero post è stato puntato come "importante".
Risposta splendida dicevo: chiara, incisiva e corredata da un piacevolissimo umorismo! :comp
Sei un grande divulgatore e l'argomento di per sè è splendido!! :apll :apll

alessandro
28-09-2006, 13:18
Pian piano mi sto portando in pari con l'arretrato del forum....
Splendida discussione, complimenti fernando. :apll :apll
Ciao

fernando
28-09-2006, 23:23
Scusate, ma mi accorgo solo ora che mi è sfuggito un banale errore, La frase "Il rapporto Massa diviso Volume occupato (chiamiamolo M/V) è cruciale per determinare ....." deve essere sostituita dalla frase "Il rapporto Massa diviso Raggio del Volume occupato (chiamiamolo M/R) è cruciale per determinare.. " e più oltre M/V sostituito da M/R
Non bisognerebbe mai autocorreggere le proprie bozze, talvolta non si vedono dei veri cetacei.

fernando
29-09-2006, 20:24
Ciao Simone,
eccoti la Seconda puntata. La meriti, visto che hai avuto la pazienza di leggere la prima e considerate le lusighiere espressioni di cui hai voluto omaggiarmi.

Seconda puntata
Prima di incominciare, voglio ribadire (se vi è sfuggito il mio errata corrige del 28/9) che la prima puntata conteneva una svista: quando parlo del “rapporto Massa diviso Volume occupato (chiamiamolo M/V)” volevo in realtà riferirmi al “rapporto Massa diviso Raggio del Volume occupato (chiamiamolo M/R)”

“Ma se l'ipotesi è corretta possiamo dire che anche nel Big Bang l'universo era un B/n di dimensioni diciamo "puntuali"?
Se si come possiamo spiegare che un buco nero inizi improvvisamente ad espandersi , quasi un "reload" della sua normale vita?
Altra cosa, se questo è vero per l'universo allora dovrebbe essere valido per i vari B/N "stellari" ( ehm...che dimensioni sarebbero?) e dunque dobbiamo attenderci che nella loro evoluzione possano ripetere un "piccolo big bang" o dato la """limitatezza""" delle masse in gioco il giochetto non è ripetibile?”

Semplicemente, non ce lo spieghiamo, e questo è il nervo scoperto, un punto (non l’unico) dove il Modello difetta.
Come si deduce dalla prima puntata, qualcosa che sta all’interno del proprio Raggio di Sch non può che continuare a collassare fino a un limite che sfugge alle nostre attuali capacità di trattazione. Non c’è dubbio che, nell’ambito del modello, all’inizio siamo proprio in questa situazione, come Elmar documenta numericamente.
Io farei due ossevazioni:
1. tutto ciò che abbiamo detto dei BH vale “a regime”, a universo già avviato, anche se giovane. Perché dovrebbe valere anche nel primo micromicromicro…..secondo?
2. non è arbitrario estendere il concetto di BN al BigBang solo perché sembrano simili?

Gli atteggiamenti di fronte a questo stato della nostra conoscenza possono essere molteplici: Possiamo dire che il Modello del BigBang
· è buono da un certo punto in poi
· è buono sin dall’inizio, ma fino a un certo istante non siamo capaci di trattarlo perche ci mancano sia gli strumenti matematici che delle valide ipotesi sulla struttura dello SpazioTempo
· è completamente fasullo e dobbiamo ripartire da zero

Possiamo anche dire che stiamo parlando di tempi e di energie in cui le quattro interazioni fondamentali erano ancora unificate, e la fisica non era ancora come la conosciamo oggi, in un certo senso (so che l’espressione è un po’ forte) le leggi fisiche non erano ancora operanti. Non erano operanti neanche i Fisici, e non è un vantaggio da poco.
Pretendere di spiegare i primi milionesimi di secondo con la fisica quantistica e la Relatività non è diverso da pretendere di spiegare le orbite elettroniche con la Legge di Coulomb.

Comunque la mettiamo, il Modello entra in crisi agli istanti iniziali: non abbiamo modo, per ora, di trattare un ambito in cui l’estremamente grande coincide con l’estremamente piccolo.
Sappiamo anche con certezza che dovremo modificare le nostre basi conoscitive fondamentali: alle grandezze di Planck lo Spazio stesso deve essere quantizzato e quindi discontinuo, cosa che la Relatività esclude. Ecco il vero contrasto.

In fisica, quando ci sono delle crisi (vuol dire: un modello accreditato e collaudato non riesce a dar conto di un fenomeno), non ci si arrende. Se i tempi non sono maturi per sostituire il Modello in crisi, ci si arrampica sui vetri e gli si mettono delle pezze. Lo si è sempre fatto (Planck, Einstein, Bohr, Feynmann,..) e i risultati sono grandiosi.
In questo caso la pezza si chiama “Inflazione”, (Alan Guth), e propone uno spettacolare aumento di volume (28 ordini di grandezza!) in qualcosa come 10-32 sec! (e poi era John Nash il pazzo….)

Però, prima di chiamare la neuro, concediamoci un istante di fredda riflessione, tanto Alan non scappa.
L’intuizione ci suggerisce che, se è lecito supporre che l’espansione del big bang abbia avuto, almeno nei primi istanti, la velocità della luce, l’andamento sia del tipo:
…..
dopo un secondo il raggio era 1 secondo luce
dopo un minuto il raggio era 1 minuto luce
dopo un anno il raggio era 1 anno luce
….
ecc,
quindi siamo restii ad ammettere che a 1,5 miliardi di anni dall’inizio l’universo aveva già un raggio di 2,773 miliardi di anni luce, ovvero ad ammettere che il raggio dell’universo sia superiore al corrispondente tempo luce.

Come spesso succede in Fisica, anche questa volta l’intuito pecca di ingenuità.

L’espansione dell’universo non è uno spostamento di materia o di energia o di informazione o di un qualsiasi ente fisico rispetto allo spazio sottostante, ma UNA VARIAZIONE DI SCALA, cioè UNA VARIAZIONE DELLA GEOMETRIA (spaziotempo) SOTTOSTANTE ALLA FISICA, e come tale può benissimo avere una velocità arbitrariamente grande, non limitata dalla velocità della luce!

L’Inflazione di Alan Guth è senza dubbio una forzatura, ma “mette le cose a posto”, consentendo di dare continuità a una dinamica evolutiva di per sé discontinua. Soddidfatti? EBBENE NO, ci mancherebbe, ma per ora non abbiamo altro.
E poi, come è successo? qual è stato il motore non solo dell’inflazione ma del Big Bang stesso? Altro nervo scoperto. Elmar, che ha nel palmares qualche decennio come fisico nucleare attivo e quindi ha conoscenze che la maggioranza degli astrofisici non ha, si chiede perché si continui a negare una gravità repulsiva tra materia e antimateria. E’ allettante, ma come trattare la cosa rigorosamente?. Bisognerebbe avere la fisica nucleare, la meccanica quantisca e la relatività in una testa sola. Difficile, ma non impossibile. Enrico Fermi e Robert Oppenheimer, che ramo materia grigia erano semplicemente due errori della natura, ce l’avevano. Non l’hanno pensato o non si sono convinti?

E poi: perché è successo?
Alt, non ci facciamo prendere la mano. Anche quando (e se) avremo scritto l’ultima pagina, saremo sempre dei fisici: gente che tenta di rispondere ai Come. Per i Perché bisogna rivolgersi a un altro sportello. Basta avere pazienza, a quello Sportello arriveremo tutti.

Sergio
30-09-2006, 15:20
:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll ,:apll

Paolo
30-09-2006, 22:26
Grazie a tutti per gli interventi! :apll

p.s.
Sto ancora lottando con outlook per disabilitare il blocco degli allegati..che ho fatto di male ? :ouch :comp :salut

fernando
01-10-2006, 10:45
Prova ad andare nella home del browser e scaricare la posta da lì

Paolo
01-10-2006, 11:40
Il problema è che la posta l'ho già scaricata...comunque ora sono riuscito a disabilitare il blocco grazie! :si

Luca46
13-11-2006, 18:09
Segnali lanciati dall’interno dl Rs non possono essere percepiti all’esterno. Per questo la Sfera di Sch si chiama anche Orizzonte degli eventi del BH. Invece segnali dall’esterno possono entrare, ma verrebbero percepiti a ritmo accelerato rispetto al tempo di chi li invia.

Centra qualcosa il fatto che un corpo in caduta nel buco nero rappresenta un sistema inerziale relativo. Dal suo punto di vista di chi sta dentro al buco nero non è lui che vi cade dentro ma lo spazio-tempo che si sposta (???). Quindi un segnale che cade all’interno è come se fosse accelerato per chi ci sta dentro. Per chi sta fuori invece potendolo vedere rallenterebbe (???).


Ben diverse sono le situazioni tra BH stellari (qualcosa di ancora più estremo delle stelle di neutroni) e i BH supermassici (il secondo esempio) che si trovano nel nucleo della maggior parte delle galassie ellittiche e sono noti anche come Quasar.
Se cerchiamo di descrivere in termini umani, nel primo caso il superamento della Sfera di SCH è un evento rapido e terrificante, con effetti di marea immani e distruttivi, nel secondo caso le fasi sono enormemente più dolci, e l’avvicinamento al centro avviene in tempi lunghi.

Mi viene da pensare che questa diversità dipenda dal fatto che nel primo caso le dimensioni sono molto più ristrette e le iterazioni tra particelle si susseguono ad un ritmo relativamente molto più elevato. Però il rapporto tra massa e raggio del volume dovrebbe essere rapportato quindi la densità dovrebbe essere uguale. Allora è la materia che da fuori cade all’interno del buco-nero, nel primo caso viene inghiottita molto più velocemente rispetto al secondo caso, e quindi generando un ritmo maggiore nelle iterazioni. Ho detto scemenze?

Il buco-nero è da considerarsi parte dell’universo o una parte esterna (singolarità)? Nel senso la materia che cade nel buco nero viene a mancare dal nostro universo? Questo minerebbe il principio di Lavoiser (o come si chiama) o comunque la conservazione dell’energia. Se così fosse non dovremmo avere in cambio della radiazione per compensare l’energia mancante?


“Ma se l'ipotesi è corretta possiamo dire che anche nel Big Bang l'universo era un B/n di dimensioni diciamo "puntuali"?
Se si come possiamo spiegare che un buco nero inizi improvvisamente ad espandersi , quasi un "reload" della sua normale vita?
Altra cosa, se questo è vero per l'universo allora dovrebbe essere valido per i vari B/N "stellari" ( ehm...che dimensioni sarebbero?) e dunque dobbiamo attenderci che nella loro evoluzione possano ripetere un "piccolo big bang" o dato la """limitatezza""" delle masse in gioco il giochetto non è ripetibile?”

Se della materia cade nel Buco Nero questo potrebbe espandersi nella direzione opposta. E’ un oscenità pensare che la soluzione sarebbe che il buco nero di una stella esplodesse in un big-bang formando un altro universo? Un universo che non ha niente a che vedere col nostro. Tant’è che secondo la relatività la singolarità resterebbe sempre nel nostro futuro o nel nostro passato, quindi a noi cosa succede dopo il collasso di una stella in un buco-nero dovrebbe non interessarci minimamente. In questo caso ci sarebbero tanti Big-bang uno diverso dall’altro ed ognuno con la possibilità di svilupparsi oppure evaporare o di contrarsi istantaneamente. Quindi il nostro sarebbe solo uno di quelli ben riusciti.

:canna :eek: